Utenti WhatsApp hackerati: la società denuncia sviluppatore di spyware israeliano

WhatsApp ha dichiarato guerra aperta al gruppo NSO, che da una parte sostiene di offrire strumenti per la lotta al crimine e al terrorismo, dall'altra pare che aiuti governi repressivi a compiere i propri attacchi

Il boss di WhatsApp, Will Cathcart, ha dichiarato sul Washington Post che l'azienda sta pianificando una denuncia formale nei confronti del gruppo israeliano NSO, il quale sarebbe stato attore determinante all'interno di attacchi hacker nei confronti di utenti mirati del servizio di messaggistica. Il gruppo avrebbe offerto tool capaci di scardinare la crittografia utilizzata nelle conversazioni e negli scambi di dati che avvengono nel servizio.

Nel corso del mese di maggio era stata divulgata una vulnerabilità su WhatsApp che poteva permettere a un attore malevolo di caricare uno spyware sul dispositivo attraverso il servizio di videochiamata, anche se la vittima non avrebbe risposto al tentativo di contatto. La falla era stata scoperta da Citizen Lab, che aveva dichiarato che l'attacco era stato già sfruttato in maniera mirata contro giornalisti e sostenitori dei diritti umani.

 

Lo spyware era stato nominato all'occorrenza Pegasus, ed era stato sviluppato proprio da NSO Group, società i cui software vengono utilizzati in tutto il mondo dai governi repressivi. All'epoca NSO aveva dichiarato di non avere alcun coinvolgimento nell'uso diretto del software, sottolineando di non aver mai fatto accordi con eventuali governi. Tuttavia il nuovo articolo del Washington Post scritto da Cathcart racconta una storia diversa.

Secondo il dirigente della società WhatsApp ha in mano prove che farebbero pensare a un diretto coinvolgimento di NSO Group nell'attacco. Secondo i dati raccolti, l'azienda sarebbe infatti riuscita a collegare server e servizi utilizzati nell'attacco con il gruppo israeliano fornitore dello spyware: "Sebbene il loro attacco fosse altamente sofisticato, i loro tentativi di coprirne le tracce non sono stati del tutto di successo", scrive Cathcart.

WhatsApp ha ammesso che 1400 dispositivi sono stati infetti all'interno dell'aggressione avvenuta negli scorsi mesi. NSO Group, di contro, ribatte rifiutando ogni accusa: "Nella maniera più assoluta, contestiamo le accuse e le combatteremo vigorosamente", ha dichiarato l'azienda sottolineando come intervenga direttamente ogni volta che i propri strumenti vengono utilizzati per scopi diversi dal combattere la criminalità o il terrorismo.

WhatsApp però ha intenzione di chiedere alla giustizia americana un risarcimento e di fare quanto possibile per interrompere le attività fraudolente di NSO Group. Cathcart conclude: "WhatsApp continuerà a fare quanto possibile nel nostro codice e nei tribunali per aiutare a proteggere la privacy e la sicurezza dei nostri utenti ovunque nel mondo".

 

Fonte: https://www.hwupgrade.it/news/telefonia/utenti-whatsapp-hackerati-la-societa-denuncia-sviluppatore-di-spyware-israeliano_85237.html