50 anni di storia dei videogiochi in un grafico

L'industria dei videogiochi ha registrato vendite per 165 miliardi di dollari nel 2020: uno studio di Pelham Smithers mostra come il successo del settore si aumentato nel corso del tempo, anche se i fattori che lo hanno decretato continuano a cambiare

Commissionata da Visual Capitalist e realizzata da Pelham Smithers, l'indagine di mercato punta a evidenziare quanto e come sia cresciuto il mercato dei videogiochi nel corso degli anni, riassumendo le statistiche in un unico grafico. Possiamo vedere come nel recente periodo sia soprattutto il mobile gaming ad aver preso il sopravvento, con il settore PC che ha saputo resistere e rinnovarsi sfruttando il traino di Twitch e più recentemente l'avvento dei servizi di cloud gaming.

La storia dei videogiochi è contrassegnata anche dall'evoluzione tecnologica: anzi, per certi versi è una sorta di esplicitazione di quest'ultima. Se i primi prototipi di videogiochi negli anni '60 erano dei veri e propri esperimenti da laboratorio, l'inizio dell'industria dei videogiochi si identifica solitamente con l'arrivo di Pong nel 1972. Atari fu la regina incontrastata di quel periodo, lanciando dapprima la versione casalinga di Pong nel 1975 e poi il glorioso Atari 2600 nel 1977.

La storia dei videogiochi: da Pong ai 165 miliardi di dollari di vendite in un anno

Ma erano soprattutto gli anni dei coin-op arcade: oltre Pong, arrivarono infatti Space Invaders, Pac-Man e Donkey Kong. Tuttavia, l'industria faticò a gestire una crescita così dirompente. Soprattutto Atari investì molto e male, pensando che la quantità di titoli sul mercato potesse dare ulteriore impulso. Celebri i casi di alcuni fallimenti plateali, come dell'adattamento videoludico E.T. the Extra Terrestrial. La conseguente saturazione del mercato causò la crisi dell'industria dei videogiochi nel 1983, che portò a una consistente compressione delle vendite.

Negli stessi anni si assistette alla prima fusione tra personal computer e sistemi per videogiochi, sugellata dall'ingresso sul mercato del Commodore 64. Nintendo, invece, puntò sulla qualità dei giochi per riconquistare il mercato e nel 1985 lanciò il Nintendo Entertainment System (NES). La seguì un altro colosso giapponese, Sega, che nel 1988 conquistò importanti quote di mercato con il glorioso Mega Drive, e successivamente trionfò anche nel segmento delle console portatili con il Game Gear.

Come tutti sanno, la vera rivoluzione sarebbe arrivata nel 1994 con la prima PlayStation, dotata di lettore CD-ROM e di hardware in grado di processare mondi virtuali di grandi dimensioni e complessi poligonalmente. Le successive due PlayStation puntavano ancora sull'evoluzione dei supporti ottici, prima con il DVD (PS2) e poi con il Blu-ray (PS3). Console che ottennero un enorme successo, soprattutto la PS2, al punto che Sony è ancora oggi l'azienda che ha venduto più sistemi dedicati ai videogiochi.

Nel frattempo, lo sforzo di sviluppo di Microsoft sulle librerie grafiche DirectX confluisce nel progetto Xbox, la cui prima incarnazione risale al 2001. Xbox era la prima console dotata di una porta ethernet, espressamente pensata per i servizi online e per il gaming multiplayer. Microsoft dovette aspettare fino al 2006 con Xbox 360 per ottenere benefici rispetto all'investimento fatto nel settore. Quella generazione di console fu molto importante per decretare il successo delle console, soprattutto per merito di Nintendo Wii, lanciato sul mercato nel 2006 e artefice di una serie di importanti record.

Videogiochi: un fenomeno di massa

Un altro momento molto importante corrisponde sicuramente al lancio di World of Warcraft, gioco multiplayer di massa che attrasse tantissimi giocatori verso il PC. All'apice del successo, il titolo Blizzard vantava 14 milioni di abbonati. Altra saga che su PC portò a tantissime vendite fu poi quella di The Sims, con il primo capitolo rilasciato nel 2000.

Il mondo del mobile gaming comincia la sua inarrestabile cavalcata con il lancio del primo iPhone di Apple nel 2007. Nel mondo dei videogiochi questo si traduce con il successo di giochi memorabili come Angry Birds e Candy Crush Saga, che con il modello di business free-to-play rivoluzionano l'industria dei videogiochi e il modo di fare business.

Dal 2014 a oggi il pubblico dei videogiochi è molto più vasto rispetto agli anni precedenti. Lo dimostrano le rese di mercato di giochi come Pokemon Go, che ha fatturato più di un miliardo di dollari in un anno, o di Grand Theft Auto V, con il suo record di vendite di un miliardo di dollari in tre giorni di commercializzazione. Le acquisizioni miliardarie di Oculus VR, ad opera di Facebook, di Mojang e di Zenimax per mano di Microsoft, di King, finita in Activision, di Supercell, finita a Tencent, e di Twitch (Amazon), sono alla base di una crescita molto solida del giro di affari legato ai videogiochi, che solo nel 2020 ammonta a 165 miliardi di dollari.

 

Fonte: https://gaming.hwupgrade.it/news/videogames/50-anni-di-storia-dei-videogiochi-in-un-grafico_93726.html